Qui trovi il sunto di alcune recensioni dei nostri libri apparse su quotidiani, riviste e blog

Recensione sul blog Leggo Quando Voglio del romanzo NON SI PERDONA di Giuseppe della Misericordia

[...] La trama del romanzo è adeguatamente complicata, alcuni elementi sono più semplici da comprendere e, soprattutto, da indovinare, mentre altri rimangono misteriosi fino alla fine. [...] penso che Non si perdona sia un ottimo romanzo, scritto da un autore con uno stile ritmato e con buone idee da realizzare, specie per quanto riguarda la personalità dei suoi protagonisti. Lo consiglio sia ai lettori esperti del genere, perché può piacere la sua capacità di rispettare i canoni classici ma con un tocco personale, e anche a quelli che sono più restii, perché nonostante la trama noir lo sviluppo è, in realtà, adatto ad ogni tipo di lettore, data la mancanza di scene veramente forti che potrebbero non piacere ai più suggestionabili.

Recensione del giornalista Gianni Beraldo del romanzo MUSICAL 80 di Nicola Gervasini su Varese 7 Press 12 Ottobre 2017

Un bel libro [...] che si lascia leggere con leggerezza e con quella giusta ironia che in qualche caso riesce pure a fare riflettere su quegli anni erroneamente definiti come svuotati culturalmente [...]

Recensione della Redazione del romanzo MUSICAL 80 di Nicola Gervasini su VareseNews.it 03 Ottobre 2017

[...] Anni 80: gli anni delle musiche di plastica, delle attrici maggiorate nei film soft-erotici, degli splatter, dei politici pronti ad arraffare tutto prima del terremoto di Mani Pulite e della crisi economica degli anni novanta. Anni visti con sospetto da tutti, ma non dal commissario Paolo Manfredi, costretto a rovistare nella vera essenza di quel decennio per risolvere il suo primo caso di omicidio. Al Teatro Sanzio si sta allestendo “Musical 80”, opera su musica e costumi dei tempi, quando una delle attrici viene trovata morta nel suo appartamento di Fossombrone.

Manfredi intraprende così un viaggio nella vita di una ex attricetta nota con il nome di Zara Blacks. Un percorso che da Urbino arriva fino ai salotti dei politici romani e alle mura della Rocca di San Leo. Svogliato, superficiale, non sempre politically correct, e con un evidente conflitto da risolvere con il mondo femminile, Manfredi, originario di Varese, è un uomo che vive con il rimpianto di una carriera di scrittore mai veramente tentata, un matrimonio appena fallito, un quotidiano impegno a non cadere negli stereotipi. Gli stessi che da tempo condizionano la visione di un decennio che forse non fu così frivolo e scanzonato.

Recensione sul blog Leggo Quando Voglio del romanzo MUSICAL 80 di Nicola Gervasini

[...] Lo stile dell'autore mi è piaciuto moltissimo. La narrazione è sempre simpatica e scorrevole grazie alla scelta di far raccontare tutto direttamente dalla voce del protagonista, dandoci l'impressione di parlare direttamente con l'autore del romanzo, quasi fosse autobiografico, rendendo la lettura molto intrigante. Il punto di vista è intelligente e brillante anche se non molto politically correct (ed è giusto che sia così), e l'ho apprezzato tantissimo, nonostante la sua forte connotazione maschile [...] Il ritmo di narrazione non è né lento né veloce perché l'autore si prende le giuste pause tra una scena d'azione e l'altra. In compenso il mio ritmo di lettura è stato, invece, velocissimo perché ho veramente apprezzato ogni singola riga, e mi sono dovuta forzare per non finirlo in un giorno solo. [...]

Recensione del giornalista Matteo Barbieri del romanzo MUSICAL 80 di Nicola Gervasini su La Voce di Reggio Emilia 16 Luglio 2017

[...] Costruito secondo i dettami del giallo classico, Musical 80 vuole essere molto di più. Vuole essere una dichiarazione di affetto e di stima per quel decennio che tutti, ma proprio tutti, condannano come frivolo e immorale, scicco e arrogante. [...] Una lotta contro le apparenze Musical 80, contro i pregiudizi e i luoghi comuni, gli stessi che il commissario Manfredi combatte ogni giorno, gli stessi in cui inciampa, suo malgrado, ognuno di noi.

Recensione del giornalista Gianlorenzo Barollo del romanzo L'OPPORTUNISTA di Giovanni Barlocco su L'Eco di Bergamo.it del 05/09/2015

[...] Dal punto di vista narrativo l’indagine parte con l’omicidio di un direttore di banca e della moglie che si collega ad altri attentati siglati da un gruppo eversivo, che pare rubare il nome ad un profumo da stilista di grido: Anarchè. In realtà più che la pista del mistero, ad intrigare sono le vicissitudini della strana coppia dei poliziotti indagatori: l’ispettore Renzo Parodi, il nero brillante e sensibile (mi veniva in mente Sidney Poiters nell’ispettore Tibbs), e l’agente Salvatore Marotta, terrone progressista e curiosamente senza famiglia a carico. Come si vede un abbinamento atipico, ma specchio di un Italia che cambia, dove le eccezioni iniziano a moltiplicarsi come le istantanee di un Paese in fase di transizione. [...] Quella di Barlocco è una scrittura solida, piacevole e ben equilibrata, abituata ad illustrare le scene e a misurare le parole. Nei dialoghi forse appare un po’ troppo «scritta», forse più adatta ad una rappresentazione teatrale, ma è lo stesso autore a rendersene conto e ripara costruendo dei modi espressivi che servono ad approfondire il carattere del personaggio. [...]

Recensione sul blog Leggo Quando Voglio del romanzo PETRA RUBEA di Pio Bianchini

[...] Il primo aspetto di questo libro che voglio rimarcare è il suo ritmo; può capitare che alcuni romanzi storici siano lenti perché al loro interno vengono inserite molte nozioni importanti che tendono, però, a rallentare la lettura ed il coinvolgimento del lettore, in Petra Rubea, invece, l'aspetto storico non inficia affatto sulla scorrevolezza della trama ed il lettore legge con gusto, imparando però molte cose sul periodo in questione e potendo così apprezzare sia l'aspetto ludico che quello più impegnato. 

Mi è piaciuto molto lo stile dell'autore in generale; trovo fondamentale che gli scrittori di questo genere di libri siano pronti e preparati sull'argomento (aspetto che si dà spesso per scontato ma non lo è affatto) ma che riescano allo stesso tempo a raccontarti tutto quello che sanno in maniera leggera, semplice. Deve esserci, cioè, una forte distinzione tra saggio e narrativa, nel secondo caso il lettore non deve avere l'impressione di essere uno studente davanti alla lezione. Pio Bianchini non mi ha affatto delusa, anzi, è riuscito a padroneggiare le informazioni in maniera tale da fare capire al lettore tutto il necessario per comprendere l'epoca e la sua struttura senza però farlo pesare in alcun modo dando l'impressione di elencare solamente un insieme di fatti. C'è qualche termine e concetto che viene spesso ripetuto, forse troppo, ma niente che tolga il piacere della lettura.

Come sempre, c'è un particolare del libro che mi è piaciuto più di tutti; posso dire il fiore all'occhiello del romanzo, ciò che, poi, dà la spinta all'idea "voglio leggere altro di questo autore" e, in questo caso, si tratta della resa dei personaggi. Scoprirete, leggendo Petra Rubea, che i personaggi raccontati sono davvero numerosi, ma le descrizioni fatte su ognuno di loro sono superbe, mi sono piaciute davvero tanto che, devo dirvi la verità, mi sarebbero bastate anche come racconti singoli per poterne apprezzare la lettura. Trovo che Pio Bianchini sia particolarmente dotato nel fornire una personalità distinta ad ogni personaggio e che riesca a renderli reali, persone che davvero soffrono, piangono, oziano, malignano ecc.. [...]

Recensione di L. Z. del romanzo PETRA RUBEA di Pio Bianchini sul periodico La Piazza della provincia (Rimini) pag. 27 del numero di Agosto 2015 (Misano)

[...] E' un romanzo storico ambientato fra il Duecento ed il Trecento con pennellate di umanità alle quali potrebbe attingere anche quella gran persona di papa Bergoglio. [...] Le pagine scorrono leggere e veloci ed avvolgenti come lo possono essere le linee del Tempio Malatestiano e del Palazzo Ducale. [...]

Recensione del giornalista F.A. del romanzo BIG MUFF di Ezio Gavazzeni sunto dal quotidiano Gazzetta di Mantova 24 giugno 2013

Un giornalista precario e randagio, al riparo dopo un'inchiesta scottante, scopre il cadavere di una ragazza... Un noir avvincente ambientato in una Milano calda e afosa, scritto anche con un preciso riferimento alla realtà di questi mesi: l'intreccio tra politica e affari, la corruzione purtroppo mai estirpata.

Recensione del giornalista Gianluca Veneziani del romanzo BIG MUFF di Ezio Gavazzeni sunto dal quotidiano Libero 25 maggio 2013.

Il titolo, Big Muff, sembra alludere alla "grande muffa", a un sistema marcio e corrotto. In realtà richiama da un alto, il pedale di distorsione musicale prodotto dalla Electro Harmonix e, dall'altro, un'espressione tipica dello slang americano, in cui "big muff" significa "il grande parlatore". Grande parlatore o meglio gola profonda è Emanuele Prendiani, protagonista del romanzo noir di Ezio Gavazzeni... Bravo soprattutto a non farsi incastrare. Almeno fino all'incontro con Stefano Metz, giornalista freelance e multitasking - in una sola parola: precario - che si imbatte in questa vicenda e nell'omicidio di una ragazza... Sullo sfondo, ma forse sarebbe più esatto dire in primo piano, si staglia Milano, insolitamente calda e sorniona... Nel suo clima opprimente, che induce al misfatto più che all'inerzia, si muovono una serie di personaggi inquietanti... Non manca neppure nel libro un omaggio a Dino Buzzati, una comparsa... si chiama Giovanni Drogo, come il protagonista de "Il deserto dei tartari" e un "Deserto dei tartari" in chiave moderna è il romanzo stesso di Gavazzeni, segnato dall'attesa perenne che si risolva il caso... ...come tutti i noir, la ricerca del colpevole coincide alla fine con la ricerca di un senso o di una verità. Fosse vera la storia, si chiamerebbe verità giudiziaria. Ma si tratta di fiction e allora la chiamiamo verità narrativa.

Recensione del giornalista Pietro Cutensis Virgilio del romanzo  BIG MUFF di Ezio Gavazzeni sunto dal mensile LeggereTutti dicembre 2012

Un titolo un po' misterioso (Big Muff nello slang americano è il Gran Parlatore, questa figura da faccendiere e giostraio del malaffare che domina il romanzo) e una bella copertina per un noir classico, scorrevole e provocante. Ezio Gavazzeni conduce il lettore in cento situazioni intricate apparentemente slegate fra di loro... Tutto inizia da un delitto, ma c'è anche una ragazza cinese, personaggio ambiguo... e c'è un giornalista diventato quasi inconsapevolmente il filo conduttore alla ricerca del movente del delitto... Non è un libro di denuncia ma piuttosto il racconto di una storia forte, sentita nel profondo e fortemente esplorata... lungo le strade vissute della Milano estiva.

Recensione del giornalista Tommaso Accomanno del romanzo BIG MUFF di Ezio Gavazzeni sunto dal quotidiano Il Giornale di Treviglio 15 marzo 2013.

Arriva il noir della Bassa. Un interessante romanzo noir per la libreria "Profumo di libri" di Via Roma che mercoledì 06 marzo è stata scelta per una delle presentazioni del libro Big Muff... Il racconto ha come luogo principale Milano... ma con delle digressioni nella bergamasca vicino a realtà confinati con Treviglio come Caravaggio o Brignano Gera D'Adda...